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Storia

La più antica Scuola Superiore della città

La sua istituzione, infatti risale al 6 febbraio 1775, quando la legge teresiana venne introdotta anche a Rovereto e l’attuazione fu così entusiastica che si può a ragione parlare di una esperienza di politica formativa culturalmente all'avanguardia. Fu così che, muovendo dal testo della legge e per espressa volontà dell’Imperatrice Maria Teresa, venne costituita a Rovereto una scuola-capo normale del tipo di quella creata a Vienna.

Foto d'epoca del Liceo Filzi

Tale scuola aveva il compito istituzionale “sia di alfabetizzare sia di formare i futuri maestri”

Tale scuola aveva il compito istituzionale “sia di alfabetizzare sia di formare i futuri maestri” (estratto dallo studio di V. Chiocchetti, 1988, storico e preside dell’istituto). L’attuale sede fu costruita tra il 1880 e il 1881 dal genio civile austriaco a fini espressamente scolastici e con criteri estremamente razionali, oggi ancora validi. In seguito il palazzo è stato “messo a norma” da parte dello Stato Italiano in base alle disposizioni concernenti gli edifici pubblici.

Pur tra qualche resistenza aristocratica può dirsi che da quel momento le scuole elementari (cosiddette normali) si radicarono nel tessuto sociale di Rovereto senza soluzione di continuità , fatta eccezione per tre periodi:

  • 1869/1874;
  • 1914/1919;
  • 1926/1929.
  1. Nel primo, allorché cessata la Scuola-capo, per la formazione dei maestri fu realizzato a Trento l’Istituto Magistrale la cui parte maschile fu poi trasferita a Rovereto sotto l’intitolazione di “A. Rosmini”.
  2. Nel secondo per gli effetti della Grande Guerra e la relativa evacuazione popolare.
  3. Nel terzo per gli effetti della Riforma Gentile che soppresse, in quanto ritenuta di troppo, la sede roveretana dell’Istituto Magistrale per passarla a Trento. Solo nel 1929 l’Istituto fu restituito a Rovereto col nome di “Fabio Filzi”.

Dal secondo dopoguerra in poi l’Istituto ha avuto un ruolo di primo piano nella ricostruzione di un tessuto democratico e una funzione di ponte fra la cultura italiana e la cultura mitteleuropea anche attraverso la formazione di gran parte delle maestre e dei maestri del Trentino. L’istituto negli anni '60 e '70 ha vissuto attivamente le vicende del dibattito sulle varie ipotesi di riforma della scuola italiana conciliando comunque il patrimonio della sua tradizione con la capacità di innovarsi in rapporto allo sviluppo della società. Innovazione che si è concretizzata negli anni '80 e '90 con la nascita di nuove sperimentazioni che l’hanno resa flessibile ed aperta ai rapidi cambiamenti della società  e della cultura trentina ed europea.

Foto odierna del Liceo Filzi